Attività di laboratorio
 

La complessità e vastità del tema insieme al ridotto tempo a disposizione, hanno imposto una divisione in blocchi funzionali del campus su cui poi far svolgere le attività progettuali ai singoli gruppi. Per ottenere comunque un lavoro complessivamente omogeneo sono stati individuati alcuni temi trasversali di progettazione che rappresentassero una linea guida comune. Questi sono:

  • rispetto dei caratteri architettonici e funzionali del complesso;

  • recupero del “verde negato” (continuità spaziale-funzionale interno/esterno);

  • involucro: gestione delle dispersioni di calore e dei sovraccarichi termici estivi;

  • ventilazione: implementazione sistemi passivi ad integrazione della meccanica;

  • illuminazione: implementazione del daylighting ad integrazione della luce artificiale;

spazi indoor: riqualificazione funzionale e ambientale.

Tema 1: aule-uffici ala ovest (C. Cancellieri, A. Cardellini,  M. Corvatta, V. Piacentini)
 

Caratterizzato da una ampia facciata vetrata a ovest, il blocco si sviluppa su due piani ospitanti la biblioteca, aule didattiche e gli uffici del personale docente. Gli spazi distributivi sono organizzati attorno ad un piccolo patio-giardino perimetrato dal medesimo sistema vetrato di facciata. Il gruppo di progettazione anche su indicazione dello stesso personale del campus, ha lavorato sul recupero della continuità spaziale interno-esterno attraverso la ridefinizione del confine costruito. Questo atteggiamento si è concretizzato nella riqualificazione del patio interno divenuto spazio verde aperto agli ambienti confinanti, nonché nella riprogettazione dei sistemi di facciata, dotati di adeguate schermature solari per una migliore gestione della radiazione solare, nonché di parti apribili per la ventilazione passiva degli ambienti retrostanti. Il progetto prevede anche l’estensione dello spazio abitabile all’esterno dell’edificio, con la realizzazione di un’area attrezzata per lo studio e lo svago sul limitrofo eliporto. Si conclude l’intervento con l’inserimento di captatori di luce diurna, per l’illuminazione naturale degli spazi più profondi del corpo di fabbrica.

Tema 2: aula magna (S. Bravi, E. Chiocci, L. Del Prete, M. Paparelli)
 

Collocata sul lato nord del complesso, l’aula è racchiusa tra un grande patio verde utilizzato come sfogo per le uscite di sicurezza ed un altro molto più contenuto che fornisce luce ai box un  tempo utilizzati per le traduzioni simultanee. La facciata verso il primo patio completamente vetrata ed orientata ad est, presenta un sistema di tendaggi interni per la gestione dell’illuminazione diurna. Il progetto prevede di stabilire una maggiore relazione funzionale, architettonica e ambientale tra l’aula e i patii che la confinano, favorendo la continuità spaziale, la ventilazione trasversale ed il daylihting. E’ stato in particolare ripensato tutto il sistema di facciata verso il patio verde, integrato con nuovi infissi apribili e schermato da una parete verde di rampicanti. Con interventi di ripavimentazione, il patio esterno è stato trasformato in nuovo spazio aggregativo utilizzabile sia come estensione all’aperto delle funzionalità dell’aula magna, sia  come spazio autonomo per concentri ed incontri primaverili ed estivi.

Tema 3: area servizi bar e mensa (I. Magnani, V. Mencarini, S. Privitera, E. Toccacieli)

La zona servizi è collocata al piano terra sul lato sud del complesso. Confinante con un ampio terrazzo panoramico verso sud e un patio verde interno, presenta evidenti problemi di surriscaldamento estivo dovuto al perimetro completamente vetrato verso sud ed ovest. Come tutto il complesso vede negato il rapporto con lo spazio esterno, sempre percepito attraverso le vetrate ma al contempo negato dalle stesse in quanto non apribili. L’intervento vede l’espansione dello spazio abitato attraverso la creazione di un nuovo layer a livello del pavimento che ricucia spazi esterni (patio verde e terrazza panoramica) e spazi interni (zona bar e zona mensa) in unico sistema funzionale. Dal punto di vista tecnologico si è lavorato sulla ridefinizione del sistema infisso. Innanzitutto lo si è reso apribile in modo da agevolare la ventilazione trasversale dello spazio, particolarmente utile per il raffrescamento passivo nelle mezze stagioni. Lo si è poi dotato di una schermatura solare capace di gestire in maniera efficiente la radiazione incidente in fase estiva e in fase invernale.

Tema 4: residenze ala est (A. Bracci, C. Campolucci, G. Gajtani, I. Tadei)
 

Questo blocco residenziale è composto da cellule abitative seriali organizzate intorno ad una distribuzione molto razionale, con un corridoio longitudinale di collegamento tra le varie file posizionate a quote diverse, e una serie di corridoio secondari di distribuzione che si innervano in quello principale. Caratterizzate da materiali insalubri come moquet e pannelli contenenti fibra di amianto, posizionate al di sopra di una delle due centrali tecnologiche a servizio del complesso, le cellule sono state protette da tutti gli agenti di “disturbo”. Una cellula dentro la cellula dunque, ottenuta attraverso una riprogettazione in primis dell’involucro, attenta a nuovi materiali e all’isolamento termoacustico, ma anche delle spazialità interne ed esterne, dotate di nuove soluzioni di arredo personalizzate. La progettazione si è estesa anche al patio verde collocato in prossimità dell’ingresso al blocco, attualmente scarsamente utilizzato: attraverso la ridefinizione del confine tra spazio esterno ed interno, la zona di ingresso è stata ampliata e resa più vivibile e luminosa.

Tema 5: residenze ala sud (G. Franchini, A. Marinelli, R. Poli, M. Totta)
 

Funzionalmente e costruttivamente simili a quello est, questo blocco si caratterizza per l’affaccio verso sud delle residenze che permette loro sia l’accesso al sole sia al panorama dell’ampia valle sottostante. La progettazione si è concentrata nella trasformazione del sistema da un aggregato di “box” abitativi inospitali,anonimi ed insalubri, ad un corpo di “green cells”, capaci di utilizzare efficientemente la radiazione solare e la ventilazione trasversale attraverso “green tools”dedicati. Sul modello dei collegi di De Carlo, la spazialità del sistema è stata inoltre arricchita di zone aggregative per il tempo libero ottenute sottraendo box abitativi al corpo esistente e ricollocandoli nella forma di nuove “green cells” ai bordi dello stesso. Sono stati studiati anche materiali biocompatibili per l’allestimento dei nuovi interni nonché soluzioni di arredo dinamico per ampliare la funzionalità e spazialità delle cellule stesse.

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