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R.E.S.E.T. 6 - TEMA D'ANNO

 

 
Le città del presente sono chiamate ad operare azioni di profonde trasformazioni per migliorare la qualità di vita e il soddisfacimento dei bisogni dell’uomo coniugati al risparmio delle risorse naturali di energia, suolo ed acqua. Questo perché sono cambiati i modi di vivere e si è presa piena consapevolezza che l’incontrollato uso di risorse primarie oggi non è più possibile. Anche inriferimento ai limiti imposti dalla Comunità Europa in ragioni di nuovi scenari ambientali per il 2030.  

 

La condizione di inadeguatezza in cui versano oggi le realtà urbane  ci sottopongono le periferie come principali punti di debolezza e quindi di nuove opportunità. Periferie composte da edifici energivori, nati come incontrollato sprawll urbano, spesso di bassa qualità architettonica, in molti casi scenario di difficili realtà sociali, condizioni a margine di centri urbani consolidati ricchi di una identità architettonica, storica e culturale.


Periferie che potranno essere le occasioni per dare alloggi, integrare servizi e luoghi di socialità nelle comunità esistenti, che spesso si trovano a vivere in semplici quartieri dormitori, permettendo e programmando l’accoglienza e l’integrazione di una nuova e crescente popolazione che migra verso le città, ed appartiene anche a differenti culture.  


Per questo riprogettare la periferia è l’occasione di risignificare e completare aree urbanizzate della città, per riconnetterne ogni parte al centro storico, intervenendo sia con la realizzazione di nuovi edifici ed infrastrutture urbane e naturali, sia con la riqualificazione di complessi esistenti al fine di migliorane e potenziarne le peculiarità intrinseche di vivibilità, risparmio energetico ed uso. Questo riguarderà complessi edilizi privati o edifici pubblici anche di edilizia popolare.  


Potremmo parlare così di nuovi eco-quartieri o eco-azioni sull’esistente di tipo programmatico e concreto attente alla rigenerazione architettonica, all’aspetto energetico, alla sicurezza strutturale e a tutti quei fattori che concorrono al benessere sociale, ponendo al centro l’uomo e la qualità del contesto naturale ed urbano.  


Gli eco-quartieri che ormai da oltre venti anni sono emblema di queste azioni, sono programmi alla scala territoriale ed edilizia capaci di coinvolgere intere sezioni di città, consentendo una progettazione eco-sostenibile non solo alla scala dell’edificio. Infatti come affermato da Paola Rattu in riferimento all’esperienza Svizzera, ”L’Eco-quartiere, vero progetto di società, mira a ridare un senso al
progresso, unendo in maniera sottile l’installazione di strumenti di governance partecipativa e l’insieme delle tematiche legate allo sviluppo sostenibile, che si tratti delle tecniche ambientali, del consolidamento del legame sociale o della ri-localizzazione di una economia responsabile e solidale”
[1].


Si potrà intervenire nel costruito densificando, recuperando gli spazi inutilizzati, ripensando i paesaggi urbani, controllando la mobilità veicolare per una riduzione delle distanze e lavorando sulla riduzione dell’impatto energetico sull’ambiente. Per avere una città più “naturale”, condivisa, facilmente utilizzabile e sicura.  


Quanto descritto ci dice che la bontà dei nuovi risultati, sarà portata dalla qualità della pianificazione, della progettazione-riprogettazione dell’architettura, dalle nuove soluzioni tecniche ed infrastrutturali, e si completerà con la condivisione dei nuovi interventi e la capacità di gestione, da parte degli abitanti degli spazi costruiti e verdi, anche in termini di gestione dei rifiuti e mobilità. Intregnando questo ad una politica economica e produttiva di circolarità a consumo zero, che generi un panorama di
equilibrio sostenibile, a livello ambientale, economico e sociale.


A questo panorama va aggiunto la prospettiva della città immateriale che le nuove tecnologie smart stanno aprendo con forza. I flussi che storicamente nelle città sono rappresentati dal movimento di cose e persone attraverso l’uso dei trasporti pubblici e privati, diventano oggi flussi di dati ed energia. Attraverso reti informatiche ed elettriche, nuove strade di sviluppo e progresso si delineano con l’obiettivo della qualità dell’abitare nelle città e nelle loro periferie.  Strade che contribuiscono a ripensare la città nella sua essenza,molto spesso racchiusa nell’atavico conflitto sociale, culturale ed architettonico tra centro e periferia.


In questo quadro sociale e tecnologico si innestano in primis la volontà della politica di dar corso a tale profonda trasformazione. Politica che insieme al mondo del profit deve dotare tutta la filiera delle costruzioni di  strumenti finanziari che possano sorreggerla. L’azione quindi di un progettista non è più solo un atto tecnico, normativo e creativo ma anche un percorso manageriale e gestionale finalizzato sia alla fase di ideazione ed esecuzione dell’opera che a quella di manutenzione e conduzione. 

[1] Gli ecoquartieri Il concetto e le esperienze nel mondo ed in Svizzera Paola Rattu, IHEID, Ginevra. http://www.abitat-lugano.ch/Relazione_PaolaRattu.pdf

Eco smart suburbs

Eco-smart suburbs: ripensare, connettere, riqualificare le periferie

4-5 ottobre 2018, la DATA, Urbino

 

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